Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , ,

WP_20150125_002

Alzi la mano chi sapeva che in Veneto vivono gli Yak. Pur sapendo che questi affascinanti animali sono stati introdotti da qualche anno sul nostro territorio, la prima volta che ne ho visto uno sono rimasto abbastanza impressionato e quasi quasi credevo di essermi teletrasportato in Tibet, dove gli yak sono di casa. In Italia gli yak sono stati introdotti da una decina d’anni perché si nutrono di piante infestanti che i tradizionali animali che popolano i nostri pascoli disdegnano e così, da una parte, si sono guadagnati l’appellativo di “spazzini del bosco” e dall’altro favoriscono la ricrescita di altre essenze foraggiere, contribuendo al ripristino delle normali condizioni dei pascoli montani. Terminata questa digressione agro-culturale, parliamo dell’escursione di oggi. Il punto di partenza è Costa, graziosissimo paesino del Comelico, abbarbicato (manco a dirlo) sul crinale della montagna, tra Santo Stefano di Cadore e Padola. Parcheggiamo nei pressi della chiesa del paese e imbocchiamo l’unica strada che sale verso la stalla sociale e si addentra nel bosco di abeti che ricopre le pendici del Monte Zovo.

WP_20150125_029

E’ una bella giornata, anche se il cielo non è completamente sgombro. In quota il vento sarà sferzante e freddo, ma per ora siamo al riparo degli alberi e la salita appesantisce le nostre gambe e il nostro respiro, il nostro corpo è caldo. La strada è ben battuta, altri escursionisti e scialpinisti sono passati prima di noi.

Quando usciamo oltre il bosco il panorama si apre e la vista spazia lontano, oltre le montagne e oltre il confine con l’Austria.

WP_20150125_026

Guardando in alto, la cima del Monte Zovo è ancora lontana, ma si sa che il bello è il viaggio più che la stessa meta. Le tracce degli sci e delle ciaspe ci indicano la strada da seguire.

WP_20150125_010

Ed eccoci finalmente in vetta. Un curioso totem adorna la sommità del monte. Avviciniamoci per vederlo meglio.

WP_20150125_011

Invece di essere adorno di dei e spiriti indiani, questo totem raffigura esseri e spiriti delle montagne venete. Un drago sulla sommità, un nano alla base.

WP_20150125_015

E questa, sarà un’anguana?

WP_20150125_016

In vetta facciamo la conoscenza di Newton, un simpatico pastore belga, a cui piace da matti giocare con i guanti altrui, ma il freddo è intenso e non è proprio il caso di toglierseli per far giocare l’animale.

WP_20150125_025

Dopo aver mangiato un paio di panini e bevuto del te caldo iniziamo la discesa. Dispiace lasciare questo paradiso, ma per oggi abbiamo fatto il pieno di bellezza e di immensità. Ci saranno altre escursioni, altre montagne.

WP_20150125_028

Annunci