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Agosto, tempo di vacanze. I luoghi di villeggiatura si riempiono di gente e anche le montagne vengono prese d’assalto. Stamattina la statale di Alemagna vista dall’alto pareva un lungo serpente d’acciaio, tante erano le auto in fila che marciavano verso Cortina e verso l’Alto Adige. Anche il Cadore si riempie e i sentieri solitamente tranquilli brulicano come formicai. Proprio per evitare di sentirmi come in centro ad una metropoli, in questo periodo di solito evito le passeggiate più semplici, i rifugi più raggiungibili, le zone più celebri: Tre Cime di Lavaredo, Cortina d’Ampezzo e dintorni sono off limits.

Stamani con Silvia abbiamo deciso di andare in Comelico, la nostra meta è la cima del Monte Zovo, che qualcuno di voi ricorderà per questo articolo pubblicato lo scorso inverno in cui ne descrivevo l’ascesa con le ciaspe. È un’escursione facile ma appagante, in una zona tranquilla, poco frequentata e molto panoramica. Tutto questo già lo sapevo, quello che proprio non mi aspettavo (è la prima volta che salgo da Costalissoio in questo periodo dell’anno) era di trovarmi immerso in una foresta di mirtilli. Proprio così: ettari ed ettari di sottobosco ricoperto di cespugli di mirtillo. Quando ne vedi così tanti ti senti disorientato, non sai più cosa fare, vorresti avere vasi e vasetti, cestini, anzi secchi capientissimi per portarne a casa chili e chili, ma poi, essendo goloso, non fai altro che raccogliere e mangiare, raccogliere e mangiare… Che bellissima esperienza!

Ad un certo punto vediamo uscire dal bosco e venire verso di noi una signora con un secchio in una mano ed un attrezzo nell’altra: una specie di recipiente con i denti che serve per raccogliere più velocemente queste bacche succulente. Ha le mani completamente violacee e ci racconta che quest’anno Madre Natura è stata più avara del solito. L’anno scorso, ci dice, con tutta la pioggia che è venuta, i cespugli erano un’unica macchia blu! Però quest’anno sono più buoni, più dolci, e via a raccontarci la differenza tra mirtillo nero e mirtillo rosso e tutte le cose buone che si possono fare con questo fantastico prodotto del bosco. Ecco allora una ricetta facile facile per fare un ottimo sciroppo di mirtillo.

Ingredienti:
2 litri d’acqua, 1 kg di zucchero, 1 kg di mirtilli, 2 limoni non trattati

Preparazione:
Versare l’acqua e lo zucchero in una pentola assieme alle scorze dei limoni tagliuzzate in piccoli pezzi e mettere sul fuoco. Non serve far bollire, basta scaldare bene fino a che lo zucchero si sarà completamente sciolto. Spegnere il fuoco e lasciare raffreddare.
Nel frattempo schiacciare i mirtilli con uno schiaccia patate, raccogliere il succo e tenerlo da parte. Mettere tutte le scorze e i semi di mirtillo all’interno di una garza e chiuderla bene.
Immergere la garza nello sciroppo zuccherato, in modo da sfruttare tutti gli aromi delle bucce di mirtillo ed il  succo residuo che queste avevano trattenuto .
Versare nell’acqua il succo di mirtillo precedentemente ottenuto.
Imbottigliare ermeticamente e sterilizzare le bottiglie, in modo da poterlo conservare più a lungo. Consumando il succo dopo un po’ di tempo il sapore sarà più pieno e più ricco.

A me piace usare i mirtilli per aromatizzare grappe e liquori. Qui di seguito una ricettina per preparare un’ottima grappa al mirtillo. Vi anticipo che con le dosi suggerite otterrete un liquore dolcissimo e denso, una specie di rosolio, molto adatto ai palati giovani e femminili. Chi gradisse un sapore più grappesco potrà eventualmente ridurre le dosi di zucchero e di mirtillo. Vi assicuro però che il risultato è notevole e quando la farete assaggiare tutti vi faranno i complimenti.

RICETTA PER GRAPPA AI MIRTILLI

Ingredienti:
1 litro di grappa bianca, 1 kg di zucchero, 1 kg di mirtilli

Preparazione:
Mettere i mirtilli e lo zucchero in un vaso di vetro con coperchio (di quelli con la guarnizione di gomma, che consentono una chiusura ermetica). Sceglietene uno bello grande, diciamo da 4 litri.
Con un  mestolo di legno mescolate bene i mirtilli e lo zucchero, ancora meglio se i mirtilli si schiacciano ed esce l’ottimo succo. Io di solito uso il mestolo come un mortaio e pesto per bene i mirtilli nello zucchero.
Versate la grappa nel vaso, chiudetelo ermeticamente e mettetelo sul balcone, in modo che sia ben esposto al sole, lasciandolo lì per 40 giorni. Di tanto in tanto agitate bene il vaso, in modo che gli aromi si distribuiscano e la grappa si insaporisca bene.
Trascorsi 40 giorni aprite il vaso e imbottigliate la grappa, filtrandola con un colino. Se volete eliminare completamente i residui potete usare una garza.

Ecco alcune mie grappe mentre prendono il sole sul davanzale. Da sinistra verso destra: mirtillo, cumino e vaniglia-peperoncino.

Se provate questa ricetta fatemi sapere cosa ne pensate. Per oggi comunque niente grappa e niente sciroppo. I mirtilli ce li siamo mangiati tutti, come testimonia il colore della lingua di Silvia.

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