La Torre di Babele

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La prima immagine che mi viene in mente ripensando ai quartieri più moderni di Dubai  che ho visitato è la Torre di Babele. Nella Genesi gli abitanti di Babilonia decidono di costruire una torre altissima che raggiunga il cielo e Dio, per punire la loro superbia, li confonde facendo in modo che ognuno parli una lingua diversa. Come in una moderna Babilonia, a Dubai vediamo cantieri brulicanti di operai di colori ed etnie diverse, da cui si innalzano torri altissime che sembrano voler toccare il cielo. E in un certo senso il cielo è stato toccato proprio qui a Dubai, dove il Burj Kalifa, con i suoi 828 metri, è l’edificio più alto del mondo. Continua a leggere

Dubai tradizionale

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Dubai è celebre per i suoi eccessi, ogni cosa qui è “di più”, ma prima di mostrarvi le attrazioni che le hanno valso la fama mondiale che ben conosciamo voglio raccontarvi della Dubai che non ti aspetti, quella che più la avvicina alla tradizione araba che qui, nonostante tutto, è ben viva e radicata.

La parte storica di Dubai è piccola e principalmente confinata nel quaritere di Deira, dove si trovano i bellissimi souk, e di Al Fahidi, dove si trova l’omonimo bellissimo forte.

Al Fahidi fortunatamente è ben conservata e restaurata. Quando gli emiri decisero di costruire la città nuova, piena di grattacieli e di opere grandiose, decisero di tutelare questa piccola parte di storia locale.  È molto piacevole passeggiare per le viuzze strette e ombreggiate. La sera inoltre tutto acquista un’atmosfera particolare. Continua a leggere

Abu Dhabi, la capitale degli Emiri

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Come promesso, eccomi a raccontarvi qualcosa di più del viaggio negli Emirati e comincio dalla prima tappa: Abu Dhabi, la capitale dell’omonimo Emirato e dell’intera federazione.

La prima impressione che si ha quando si arriva è che qui tutto sia grandioso, a cominciare dall’aeroporto che per primo vi dà il benvenuto e proseguendo poi per le strade, i palazzi, le automobili, l’albergo che vi ospita. Il nostro hotel, il Khalidiya Palace Rayhaan, è già di per sé un’opera che impressiona, costruito sulle rive del Golfo Persico e con ballatoi interni che si affacciano vertiginosamente sulla hall, mentre due ascensori panoramici vi portano al piano. A proposito di alberghi, sapevate che nelle camere una freccia vi indica la direzione della Mecca? Così nel caso siate musulmani sapete da che parte dovete pregare.

 

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L’orso nel deserto, tra spezie, profumi e grattacieli

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Che ci fa un orso nel deserto? L’orso sono io (questo è risaputo), il deserto è stata la meta del nostro ultimo viaggio: Abu Dhabi e Dubai, Emirati Arabi Uniti.

Confesso che ero partito con un po’ di scetticismo e chi mi conosce me l’aveva anche detto: che ci vai a fare? Proprio te così amante dei boschi e delle montagne. In effetti è stata mia moglie Silvia che, essendo architetto, desiderava vedere le opere colossali realizzate da questi signori del petrolio.

Devo dire che alla fine il viaggio è piaciuto anche a me: ho visto edifici incredibili, opere avveniristiche, un crogiolo di etnie, culture, lingue e religioni, un mix assurdo di antico e moderno, tutto apparentemente perfettamente integrato come in una immensa macedonia dove la diversità degli ingredienti è proprio il segreto della bontà del risultato finale. A riprova di ciò vi propongo questa foto, scattata nel Dubai Mall, il centro commerciale più grande del mondo: uomini con la kefiah che discutono di affari, donne con il burka che camminano vicino a ragazze con gli shorts tra le vetrine di Armani e Louis Vuitton.

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All’interno del Dubai Mall, tra Armani, Louis Vuitton, kefiah e burka

Oppure quest’altra, dove passeggeri in attesa di essere traghettati da un’abra sul Creek, il fiume di Dubai, consultano i loro smartphone.

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Passeggeri in attesa di esere traghettati su un’abra

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Sono troppo rigido

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Mia moglie dice che sono troppo rigido. Detto da una donna potrebbe sembrare un complimento, ma in questo caso non ci sono doppi sensi, il significato è letterale: rigido, inflessibile, quadrato, intransigente, rigoroso. Ebbene, sono d’accordo con lei e sto cercando di migliorare. Ogni tanto però penso che un po’ di rigidità in questo povero Paese, in questa Italietta sempre più allo sbando, forse ci vorrebbe.

Siamo un Paese di furbetti, di gente che timbra il cartellino e se ne va al mare, che passa con il rosso e non si ferma sulle strisce, che non rispetta le code e le precedenze, che cerca sempre la scorciatoia e la raccomandazione. Siamo il Paese dei Ministri che si fanno gli interessi propri,  dei propri compagni industriali, dei propri genitori banchieri, dei propri figli, degli appartamenti regalati con vista Colosseo. Siamo il Paese delle leggi ad personam, dei conflitti di interesse, dei corrotti e dei concussi. Continua a leggere

Sul Monte Sief

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Sono stato sulla cima del Monte Sief due volte nelle ultime due settimane. Sabato 12 marzo purtroppo, dopo un buon inizio, il tempo si guasta rapidamente e altrettanto rapidamente devo scendere dalla montagna, giudicate voi se ho fatto bene.

E così domenica 20 marzo si ritorna. E’ il primo giorno di primavera e stavolta le previsioni annunciano una giornata strepitosa. Io e Silvia ci alziamo presto e alle otto siamo in marcia. Parcheggiamo l’auto nei pressi del Castello di Andraz (bellissimo, ne scriverò prossimamente) e ci mettiamo in cammino. Le ciaspe per ora non servono, la traccia è ben battuta e rispetto a sabato scorso quando si sprofondava nella neve, ora gli scarponi poggiano sicuri su una crosta dura e ben compatta. Il primo tratto di percorso è tutto immerso in un bel bosco di abeti. Continua a leggere

Poesia d’alta quota

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L’ho vista per puro caso, mentre camminavo lungo il sentiero innevato ai piedi della Croda da Lago. Una lastra di marmo, incassata in una grande roccia, su cui erano stati scolpiti i versi di una poesia. Non conosco l’autore, né il motivo per cui la poesia sia stata posta proprio qui, ma i versi mi sembrano talmente belli, nella loro semplicità, che voglio condividerli con voi.

Notte sulle Dolomiti

Un chiaro di luna
Che fruga le rocce
Un chiaro di stelle
Che fende le crepe
Bivacchi di gocce
Le nubi in parete

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Una valle tutta mia

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Avete mai provato l’emozione di essere soli in uno spazio immenso? Di avere un’intera vallata tutta per voi e nessuno nel raggio di chilometri e chilometri? Davanti a voi, ovunque posiate lo sguardo, solo neve, boschi, montagne e impronte di animali.  E’ quello che ho provato sabato scorso, 20 febbraio, andando a ciaspolare in Val Digon.

La Val Digon è una valle chiusa, situata in Comelico tra Santo Stefano di Cadore e Padola. Dopo San Nicolò Comelico, nella frazione di Sega Digon, in prossimità di uno stretto tornante si stacca una stradina che si addentra nella valle. E’ un luogo molto tranquillo anche in piena estate e si possono fare bellissime passeggiate in mezzo alla natura senza dover assistere all’interminabile sfilata di moda sui sentieri di Cortina e dintorni. Ma se in estate il luogo è tranquillo potete immaginarvelo in inverno: la strada è percorribile in auto solo fino ad un certo punto, poi bisogna proseguire a piedi. Se siete fortunati il gatto avrà battuto la strada almeno nel tratto di fondovalle, altrimenti… ciaspe ai piedi e via.

Quando parto da casa la giornata si preannuncia stupenda e i primi raggi di sole tingono di rosa le creste del Bosconero.

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Dove c’è amore c’è famiglia

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San Valentino, giornata un po’ melensa e convenzionale, tutti improvvisamente e obbligatoriamente, volenti o nolenti, si riscoprono innamorati. Eppure l’amore è una una forza così grande… Una pulsione dell’anima che coinvolge tutti gli esseri viventi e non solo.

Dante chiudeva la sua Commedia con il celebre verso “Amor che move il sole e l’altre stelle“, a significare che l’amore (di Dio) è la grande energia che alimenta l’intero universo. Amore quindi come causa di tutto e infatti non è forse l’amore che spinge un artista a produrre un’opera perfetta? E che dire dell’amore materno, in grado di trasformare una donna fragile e minuta in una forza della natura se si tratta di difendere i propri cuccioli? E non è sempre l’amore, in questo caso per la giustizia e la legalità, che fa rispettare le leggi e ci fa indignare di fronte ai soprusi? Insomma, non esiste solo l’amore delle canzonette e delle poesie, delle coppiette abbracciate al chiaro di luna e dei Baci Perugina.

Ma San Valentino è soprattutto questo, direte voi, è la festa degli innamorati, non dell’amore in sé. E allora che San Valentino sia, ma lo sia per tutti, senza censure e distinzioni, che lo sia per i giovani e i meno giovani, per le coppie di coetanei e con differenza di età, per gli etero, per i gay, lesbiche e trans, per quelli dalla pelle bianca, nera, rossa e gialla, di tutte le sfumature e tutte le combinazioni. Perché l’amore è sempre amore, indipendentemente se chi lo prova è bello o brutto, giovane o vecchio, innamorato di una persona dell’altro sesso o dello stesso proprio, della stessa o di altra etnia, della medesima o di diversa religione. L’amore è sempre amore e quindi è sempre bello, positivo, confortante, benvenuto.

E chiudo dicendo che famiglia è dove c’è amore, checché ne dica qualunque legge, qualunque religione.

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