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Ggianluigi, un amico che scrive bellissimi racconti su mimettoingioco.wordpress.com, ha preso ispirazione dal mio ultimo post sulla ciaspolata in vetta al Monte Zovo per inviarmi una simpaticissima vignetta sulla presenza in Veneto degli yak, gli irsuti bovini tibetani con cui aprivo il mio articolo sabato scorso. La pubblico volentieri perché molto ben fatta, oltre che simpatica e spiritosa, e ringrazio Ggianluigi per il pensiero gentile e per avermi autorizzato a metterla in rete.

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Resta da capire se gli yak siano stati effettivamente trapiantati nelle terre alte del Veneto in seguito ad un progetto sperimentale di ricerca, come la cultura ufficiale vuol farci credere, o se sia l’ennesimo caso di immigrazione clandestina (i soliti complottisti riferiscono che gli animali avrebbero ripercorso a ritroso la via della seta di marcopoliana memoria), piuttosto che un esperimento condotto da intelligenze aliene per scombussolare i già delicati equilibri del nostro territorio.

Visto che gli yak hanno stuzzicato la fantasia e la curiosità di diversi amici che seguono questo spazio, aggiungo un paio di altre foto scattate due estati fa sui prati che conducono verso la cima del Monte Rite, Cadore, provincia di Belluno.

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