Tag

, , , , ,

Alle volte capita di incontrare una persona che non si vedeva da tanti anni, un vecchio amico d’infanzia, per esempio, un compagno di università, un ex collega o un lontano parente. Dopo i primi convenevoli scatta inesorabile la solita domanda: che cosa fai? Dove lavori? Dietro questa semplice, banale domanda, di solito si nasconde una curiosità morbosa: in realtà l’altro vuole sapere se fai un lavoro importante, se guadagni tanto o poco, se sei stimato e rispettato oppure al contrario se sei un fallito, un poveraccio, un morto di fame. Non c’è via di mezzo, devi rientrare per forza in una di queste due categorie: i VIP o i perdenti.

Molto spesso non ti chiedono nemmeno se sei sposato, se hai dei figli, come stanno tuo fratello, tua sorella, i tuoi genitori o com’è finita con la morosa dei tempi andati. Tutte queste cose non interessano, vuole sapere se ti ha superato o meno nella vita e questo si misura in un sol modo: lo stipendio, il posto di lavoro ambito o prestigioso, la fama, il riconoscimento.

Io di solito, di fronte a questa domanda, applico una tecnica particolare che ho affinato nel tempo e ho sperimentato in molteplici occasioni: dico che lavoro faccio senza tuttavia far capire esattamente se occupo una posizione più o meno elevata, senza lasciar intendere il mio status sociale, il mio stipendio, ecc.

Perché questo? Per un motivo molto semplice: mi dà un fastidio pazzesco questo misurare le persone in base a quanto guadagnano, a ciò che possiedono, agli abiti griffati che indossano, al locale che frequentano, alle persone che conoscono. Mi piace vedere l’espressione sul viso del mio interlocutore di fronte alla mia criptica risposta: non capisce bene… pensa… ripete ciò che ho detto. Di solito non fa altre domande, si limita a dire qualcosa, di solito un commento banale come “Beeene!” oppure “interessssante!”.

Non ho problemi a dire cosa faccio esattamente e quanto guadagno, ma me lo devono chiedere esplicitamente, devono uscire allo scoperto questi curiosoni, devono svelare qual è il loro vero interesse.

Il mondo è pieno di persone vuote, insoddisfatte e senza un ideale o un valore, che misurano ogni cosa in base a “quanto costa”. A me non interessa un piffero se uno/una ha ottenuto maggiore o minore successo, se guadagna tanto o poco, se è tenuto in gran conto o meno nel suo ambiente di lavoro, se lo chiamano “dottore” o semplicemente “Mario”. Ho conosciuto persone piene di titoli ma vuote di tutto ciò che conta veramente: onestà, sensibilità, lealtà, amore, dignità, rispetto, educazione, coerenza. Al contrario ho conosciuto persone semplici, magari con la licenza elementare, ma piene di saggezza e di valori profondi.

A me non interessa cosa possiedi, il titolo di cui ti fregi, se hai amici potenti, quale gradino occupi nella scala sociale. Io voglio sapere chi sei veramente, in cosa credi, quali sono le tue passioni, cosa provi quando leggi un libro, ascolti una canzone o contempli un tramonto, quanto hai amato e hai sofferto, cosa hai imparato dalla vita, cosa lascerai dietro di te.

Se avete voglia, scrivete qualcosa di voi, ormai avete capito cosa mi interessa sapere.

Annunci