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E’ stato un attimo, mentre guidavo verso casa, di ritorno da un’escursione in montagna, con la coda dell’occhio ho visto le Tre Cime specchiarsi sulla superficie del lago e ho catturato questo istante.

Quante volte abbiamo la fortuna di cogliere attimi come questo: tramonti mozzafiato, laghi cristallini di montagna, cieli stellati, ma anche mari tempestosi, cieli squarciati da fulmini e lampi, nuvole minacciose che lottano con il sole per il predominio del cielo.

La contemplazione della natura ci dona la pace che spesso non riusciamo ad avere nella vita di tutti i giorni, ricarica le batterie del nostro stanco cervello, ritempra le anime affaticate, ridona speranza e fiducia nel mondo e nella vita.

Come un magico specchio che ci mostra il lato migliore del mondo, come uno specchio fatato che cela le rughe e i difetti corporei e ci guarda dentro, nel profondo dell’anima, dove siamo rimasti fanciulli, dove la purezza e la felicità albergano ancora nonostante gli anni, le vicissitudini, le amarezze, le sconfitte.

Così è la natura: nonostante i terremoti, le tempeste, i cataclismi, gli incendi, le montagne sono ancora lì a guardarci dall’alto e ci fanno capire che dopo una tempesta ritorna sempre il sole, dopo la notte buia c’è sempre un nuovo giorno.

Chissà, forse è questo il motivo per cui mi sento così  bene quando mi fermo ad ammirare una vallata, un tramonto, un torrente impetuoso o anche solo il semplice boschetto del parco cittadino. Sarà la semplicità con cui Madre Natura ci parla e ci fa sentire piccoli piccoli, proprio come una mamma che stringe al petto il pargolo dentro il suo grande abbraccio. Sarà che, assieme a noi, ridimensiona anche i nostri problemi, le nostre preoccupazioni, le nostre ansie e paure. Chissà…

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