Una cascata d’oro fuso

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Ottobre è un mese fantastico per la montagna: i colori si accendono, i contrasti si acuiscono, la natura sembra rivitalizzarsi improvvisamente mettendo il suo vestito più colorato e appariscente. E invece è un canto del cigno, l’ultimo lampo prima dell’inverno che porta il silenzio e la quiete, prima che ogni cosa si addormenti sotto la candida coperta di neve per il lungo sonno invernale.

Purtroppo ultimamente il meteo non era stato molto favorevole nei fine settimana e così non ero ancora riuscito ad andare a camminare nel mio amato Cadore. Ieri, finalmente, il tempo è stato clemente, anzi, una spruzzatina di neve nella notte tra venerdì e sabato ha fatto si che lo spettacolo fosse ancora più bello.

Ciò che mi piace di più in questo periodo è ammirare il colore dei larici. Il larice è un albero meraviglioso e in questa stagione il suo manto si accende di un giallo dorato che, sotto i raggi del sole autunale,  diviene abbagliante come una cascata di oro fuso. Giudicate voi stessi se sto esagerando…

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La lezione di Don Chisciotte

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donquixote

Non nascondere le tue umili origini, non sentirti a disagio nel dire che sei figlio di contadini, perchè se non te ne vergogni, nessuno verrà a rinfacciartelo; fatti vanto di essere un umile virtuoso piuttosto che un peccatore superbo. Non si contano quelli che sono saliti da umili origini a dignità pontificia o imperiale, e di questa verità potrei portarti tanti esempi da stancarti.

Guarda, Sancio, se percorri la strada della virtù e ti compiaci di fare azioni virtuose, non avrai da invidiare ciò che hanno principi e signori; perchè il sangue si eredita e la virtù si acquista e, di per sé, vale più del sangue.

Queste le parole che il Cavaliere della Mancia, nella seconda parte dell’opera di Cervantes, rivolge a Sancio Panza, quando lo scudiero si appresta a diventare Governatore.

In quell’epoca, quando la differenza tra le persone era tracciata nettamente alla nascita come da un solco profondo che separava i nobili dagli umili, lo scrittore spagnolo metteva in bocca al suo strampalato eroe queste parole così semplici e lineari, così apparentemente scontate, eppure assolutamente rivoluzionarie ancora oggi.

Guardiamoci attorno, quante persone sono disposte a tradire i valori in cui credevano pur di arrampicarsi sulla scala della vita e ottenere potere, ricchezza, prestigio? Quanti truffatori, portaborse, ruffiani, invidiosi, politicanti, furbetti, profittatori, manager da strapazzo, sfruttatori si agitano disordinatamente attorno a noi? Quanti piccoli uomini e piccole donne hanno rinunciato ai propri princìpi e valori per una misera carriera, posizione, tornaconto, vantaggio?

“Percorri la strada della virtù”, dice Don Chisciotte.

Percorri la strada della vita a testa alta, dico io, senza dovere niente a nessuno e senza temere il giudizio altrui perché la tua coscienza è tranquilla.

E se riuscirai a vivere così non  c’è niente e nessuno che possa turbarti. Nemmeno il fango che potranno tirarti addosso, né la calunnia più infame.

Qualche suggerimento per il Commissario

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Come avevo anticipato la scorsa settimana, con il dovuto rispetto e consapevole che mi sto rivolgendo a una persona molto più esperta e preparata di me, mi permetto di dare qualche suggerimento a Diego Piacentini, neo Commissario per l’Agenda Digitale nazionale, accompagnando queste proposte con un grosso in bocca al lupo, perchè la sfida è veramente titanica. Continua a leggere

In bocca al lupo, Diego Piacentini!

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In questi giorni ho letto delle interviste a Diego Piacentini, il Commissario straordinario per il digitale  scelto da Renzi per dare nuovo slancio alla rivoluzione della Pubblica Amministrazione. Per chi non lo conosce, Piacentini è stato top manager di alcuni colossi americani dell’informatica: dapprima in Apple, dove rivestiva il ruolo di general manager per l’area EMEA, e dal 2000 vice presidente di Amazon. Un gran personaggio, non c’è che dire. Gli auguro di cuore buona fortuna.

Molti a questa notizia hanno storto il naso: cosa ci sarà sotto? Verremo colonizzati ancor più dagli americani? Il sospetto non è infondato, soprattutto in un paese come il nostro. La Pubblica Amministrazione italiana deve affrontare sfide molto importanti e difficili, tra cui la riduzione dei data center pubblici e il loro eventuale trasloco sul cloud. E del cloud, Amazon è uno dei principali provider mondiali, quindi il sospetto che sotto sotto ci sia una grande manovra commerciale non è poi così peregrino.

Ma non voglio parlare di ciò, voglio sottolineare un aspetto che emerge dall’intervista di Piacentini: lui lavorerà gratis, si è messo in aspettativa dalla sua azienda e verrà in Italia a lavorare gratuitamente per il governo perchè vuole fare qualcosa di utile per il proprio Paese. E’ il concetto del “give back”, dice Piacentini:

E’ il concetto del “Give back”. Appena arrivato a Seattle nel 2000 venni invitato ad una cena di beneficenza organizzata dalla scuola elementare pubblica in cui avevamo iscritto il figlio più grande. Mia moglie, che a Milano l’anno prima aveva raccolto 800mila lire per l’asilo, era molto curiosa. Restammo sconvolti quando sotto i nostri occhi vennero raccolti 170mila dollari per finanziare le attività scolastiche. Uno dei commensali ci disse: è quasi un obbligo morale: hai avuto successo e restituisci a chi ti ha formato.

Trovo bellissima questa idea. Noi siamo abituati a pensare “cosa ci guadagno?”, invece qui si ribalta il concetto: fai una cosa perchè è giusto farla.

Molti ora saranno ancora più sospettosi e diranno: sicuramente c’è qualcosa sotto, gatta ci cova, nessuno fa niente per niente, ecc.

Ma io voglio avere fiducia, per una volta voglio crederci e pensare che sia veramente così, che una persona che ha soldi, potere, immagine, faccia qualcosa di buono senza alcun tornaconto. Sarebbe un grande segnale per il nostro Paese e una bella lezione per tutti noi.

Non tutto ciò che è stato detto nell’intervista mi convince completamente e in un prossimo post vorrei permettermi di dare qualche consiglio al nuovo Commissario, ma per ora le faccio tanti auguri, Diego Piacentini!

Vent’anni dopo, sull’Alta Via delle Leggende

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Estate 1996, sono passati vent’anni esatti. Io e Silvia, sposi novelli, per la prima volta percorrevamo un itinerario di più giorni nelle terre alte. Era il tratto iniziale dell’Alta Via n. 2 delle Dolomiti, detta anche “Delle Leggende” per la magia e i miti che aleggiano tra quei monti. Si tratta di un itinerario che richiede circa due settimane di cammino, da Bressanone a Feltre, e attraversa alcuni dei gruppi dolomitici più celebri e spettacolari: Odle, Puez, Sella, Marmolada, Pale di S. Martino, Vette Feltrine. Noi percorremmo la prima parte di questa Alta Via, da Bressanone fino al Passo Pordoi. Abbiamo solo una foto di quei 5 fantastici giorni, eccola: Continua a leggere

La Torre di Babele

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La prima immagine che mi viene in mente ripensando ai quartieri più moderni di Dubai  che ho visitato è la Torre di Babele. Nella Genesi gli abitanti di Babilonia decidono di costruire una torre altissima che raggiunga il cielo e Dio, per punire la loro superbia, li confonde facendo in modo che ognuno parli una lingua diversa. Come in una moderna Babilonia, a Dubai vediamo cantieri brulicanti di operai di colori ed etnie diverse, da cui si innalzano torri altissime che sembrano voler toccare il cielo. E in un certo senso il cielo è stato toccato proprio qui a Dubai, dove il Burj Kalifa, con i suoi 828 metri, è l’edificio più alto del mondo. Continua a leggere

Dubai tradizionale

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Dubai è celebre per i suoi eccessi, ogni cosa qui è “di più”, ma prima di mostrarvi le attrazioni che le hanno valso la fama mondiale che ben conosciamo voglio raccontarvi della Dubai che non ti aspetti, quella che più la avvicina alla tradizione araba che qui, nonostante tutto, è ben viva e radicata.

La parte storica di Dubai è piccola e principalmente confinata nel quaritere di Deira, dove si trovano i bellissimi souk, e di Al Fahidi, dove si trova l’omonimo bellissimo forte.

Al Fahidi fortunatamente è ben conservata e restaurata. Quando gli emiri decisero di costruire la città nuova, piena di grattacieli e di opere grandiose, decisero di tutelare questa piccola parte di storia locale.  È molto piacevole passeggiare per le viuzze strette e ombreggiate. La sera inoltre tutto acquista un’atmosfera particolare. Continua a leggere

Abu Dhabi, la capitale degli Emiri

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Come promesso, eccomi a raccontarvi qualcosa di più del viaggio negli Emirati e comincio dalla prima tappa: Abu Dhabi, la capitale dell’omonimo Emirato e dell’intera federazione.

La prima impressione che si ha quando si arriva è che qui tutto sia grandioso, a cominciare dall’aeroporto che per primo vi dà il benvenuto e proseguendo poi per le strade, i palazzi, le automobili, l’albergo che vi ospita. Il nostro hotel, il Khalidiya Palace Rayhaan, è già di per sé un’opera che impressiona, costruito sulle rive del Golfo Persico e con ballatoi interni che si affacciano vertiginosamente sulla hall, mentre due ascensori panoramici vi portano al piano. A proposito di alberghi, sapevate che nelle camere una freccia vi indica la direzione della Mecca? Così nel caso siate musulmani sapete da che parte dovete pregare.

 

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L’orso nel deserto, tra spezie, profumi e grattacieli

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Che ci fa un orso nel deserto? L’orso sono io (questo è risaputo), il deserto è stata la meta del nostro ultimo viaggio: Abu Dhabi e Dubai, Emirati Arabi Uniti.

Confesso che ero partito con un po’ di scetticismo e chi mi conosce me l’aveva anche detto: che ci vai a fare? Proprio te così amante dei boschi e delle montagne. In effetti è stata mia moglie Silvia che, essendo architetto, desiderava vedere le opere colossali realizzate da questi signori del petrolio.

Devo dire che alla fine il viaggio è piaciuto anche a me: ho visto edifici incredibili, opere avveniristiche, un crogiolo di etnie, culture, lingue e religioni, un mix assurdo di antico e moderno, tutto apparentemente perfettamente integrato come in una immensa macedonia dove la diversità degli ingredienti è proprio il segreto della bontà del risultato finale. A riprova di ciò vi propongo questa foto, scattata nel Dubai Mall, il centro commerciale più grande del mondo: uomini con la kefiah che discutono di affari, donne con il burka che camminano vicino a ragazze con gli shorts tra le vetrine di Armani e Louis Vuitton.

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All’interno del Dubai Mall, tra Armani, Louis Vuitton, kefiah e burka

Oppure quest’altra, dove passeggeri in attesa di essere traghettati da un’abra sul Creek, il fiume di Dubai, consultano i loro smartphone.

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Passeggeri in attesa di esere traghettati su un’abra

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