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Che questo sia un inverno assolutamente anomalo è ormai evidente e risaputo, ma mai avrei immaginato di assistere, nella stessa giornata e a pochissimi chilometri di distanza, ad un simile contrasto

Da una parte dolci pendii dorati che ricordano l’inizio d’autunno, dall’altra boschi dormienti sotto una pesante coperta di neve come a metà gennaio. Ma andiamo con ordine.
Il punto di partenza della nostra escursione è l’abitato di Casamazzagno, in comune di Comelico Superiore, un borgo graziosissimo abbarbicato sul pendio sopra la statale che porta verso il Passo di Monte Croce e da qui a Sesto in Pusteria. Molti turisti frettolosi conoscono queste zone solo perché via di comunicazione verso l’Alto Adige e invece sono luoghi ricchi di bellezza, storia e tradizione, con paesini che sorgono in posizione tranquilla e panoramica, come Costa, Costalta, Costalissoio e, per l’appunto, Casamazzagno. Per capire cosa intendo guardate questa chiesetta, non è meravigliosa?

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La giornata è splendida, l’aria è tiepida e se non sapessimo che oggi è il giorno di santo Stefano, ci sembrerebbe di essere ad inizio ottobre. Il terreno è morbido, non è duro e gelato come sarebbe lecito attendersi in questa stagione e per completare l’inganno nell’aria si sente il canto di alcuni uccellini. Due anni fa, in queste ore, le montagne e i paesi erano stati sepolti da una nevicata eccezionale che aveva causato un blackout durato diversi giorni. Oggi passeggiamo tra i prati con abiti leggeri.
Il punto d’arrivo della nostra escursione è la cima del Monte Spina, da cui si gode di un bellissimo paesaggio sui monti del Comelico, sulle montagne austriache e sulle Dolomiti di Sesto. Ecco alcune foto scattate durante la salita

Ed eccoci sulla cima, ad ammirare la vista sul Palombino, su Cima Vallona e sulle creste di confine con l’Austria.

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Sull’altro versante si ammira il massiccio gruppo delle Dolomiti di Sesto.

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Dalla cima si può capire il perché del contrasto di cui parlavo all’inizio di questo articolo. Osservate in fondo alla valle il paese di Santo Stefano completamente bianco: le montagne che lo circondano e lo tengono in ombra per gran parte della giornata, assieme all’inversione termica, fanno si che, mentre in alta quota la temperatura si aggiri sui 12 gradi, laggiù in fondo il termometro non superi lo zero.

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E così, di ritorno, scattiamo qualche foto in questo paesaggio fiabesco

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