Tag

, , , , , , , , , , ,

Non c’è altro modo per descrivere gli ultimi giorni di ottobre e questo inizio di novembre sulle Dolomiti: giornate incredibili, sole splendente, clima mite, colori pazzeschi. Chi ha letto il mio articolo precedente avrà già avuto modo di valutare quanto possa essere bello andar per monti in questo periodo.

Per ribadire il concetto vi proporrò qui alcune foto scattate nel corso di un giro in mountain bike effettuato venerdì. Il luogo non è una novità, ne ho già parlato un anno fa qui (ero venuto sempre in bici) e due primavere fa con la neve (qui e qui), ma non importa quante volte si torni nello stesso luogo, ogni escursione offre sempre nuove emozioni.WP_20151030_002

Parcheggiata l’auto a Carbonin, a metà strada tra Cortina d’Ampezzo e Dobbiaco, inforco la bici e inizio a salire. Nonostante le previsioni meteo siano assai più che incoraggianti, il primo impatto non è dei migliori: sopra la mia testa nuvole compatte oscurano il sole e nascondono le cime delle montagne.

Ma non c’è da preoccuparsi, è solo l’umidità della notte che fatica a diradarsi, incassati come siamo nello stretto catino di Cimabanche. Sono certo che, appena avrò guadagnato qualche centinaio di metri in altezza, potrò ammirare tutto lo splendore delle nostre montagne e dominare le nubi dall’alto.

E infatti ecco alcune immagini in sequenza, scattate appena superata la coltre di nubi.

WP_20151030_008 WP_20151030_009 WP_20151030_010

Serve che ve lo dica? L’emozione è incredibile, sono solo in mezzo a questo ambiente meraviglioso, il sole è tiepido al punto giusto, tanto da poter stare piacevolmente in pantaloncini e maniche corte. Attorno a me non c’è anima viva, il silenzio abbraccia ogni cosa e viene interrotto solo dal rumore che le mie ruote producono sullo sterrato e dal mio respiro ritmico e regolare. Mi sento così bene, tranquillo e felice, che vinco la mia naturale ritrosia per le cose di moda e mi scatto un selfie. Sono così “esperto” che, come potete vedere, viene malissimo!

WP_20151030_015

Continuo a salire e raggiungo il Rifugio Vallandro, dove incontro una comitiva di escursionisti tedeschi. Si spostano a bordo sentiero per farmi strada e mi salutano allegramente.

‒ Grüß Gott! ‒ Mi dicono tutti in coro.

‒ Buongiorno ‒ Rispondo io utilizzando volutamente l’italiano.

Vedo che guardano la mia bici, che è di marca tedesca. Mi spiace non aver contribuito all’economia del mio paese, ma la Canyon produce ottime biciclette e vendendo solo online fa prezzi veramente vantaggiosi.

Dopo essere salito ancora un po’ mi volto ad ammirare il Rifugio Vallandro da lontano. Mi piace sempre osservarlo da qui e inoltre approfitto per tirare un po’ il fiato, ora tocca alla parte più dura, ripida e scivolosa.

WP_20151030_027

Da questo momento la vista si apre ancor di più: il magnifico pianoro di Prato Piazza si estende davanti a me e la Croda Rossa appare in tutta la sua maestosità e bellezza.

WP_20151030_017

Sento di avere ancora energia e così faccio una deviazione che mi porta in cima al Monte Specie. Sono l’unico ciclista, assieme a me percorrono la sterrata che porta in cima diversi escursionisti, quasi tutti arrivati dal Rifugio Prato Piazza che può essere raggiunto comodamente in auto da Braies. Quando arrivo in cima ecco il premio che ricevo:

WP_20151030_026

La croce sulla cima del Monte Specie, sullo sfondo il Picco di Vallandro


WP_20151030_021

La Croda Rossa d’Ampezzo


WP_20151030_022

Il gruppo Cristallo-Pomagagnon


WP_20151030_023

Le Tre Cime di Lavaredo

WP_20151030_028

Dopo essere rimasto per un po’ a godermi lo spettacolo sotto un
sole che ti accarezza e ti coccola, risalgo in sella e affronto la divertente discesa, prima sulla via precedentemente percorsa in salita e poi su sentiero fangoso, fino al Rifugio Prato Piazza, dome mi rifocillo con un bel piatto di formaggio Dobbiaco alla piastra con patate e verdure. Il cibo è buono, l’accoglienza calorosa, il panorama mozzafiato, cosa si può volere di più? Un dolce! E così mi ordino pure la crostata di ricotta. E il caffè, naturalmente.

Anziché scendere per la via percorsa stamattina voglio fare tutto il giro scendendo a Braies e poi a Villabassa e Dobbiaco, risalendo infine per la pista ciclabile Dobbiaco-Cortina fino a Carbonin. C’è molta strada da fare ancora e così salto in sella e inizio a scendere verso Braies. La discesa è divertentissima, i tornanti percorsi dalle auto possono essere evitati prendendo una simpatica stradina sterrata che corre nel bosco e così arrivo quasi senza accorgermene a Braies, percorrendo anche il bellissimo “sentiero delle sorgenti”, tutto immerso nel fitto bosco.

Da Braies a Villabassa e poi sulla ciclabile della Val Pusteria, dove il vento mi soffia contro e inizio a sentire la fatica. Ho fatto più di 30 chilometri e me ne mancano ancora 20. Considerando che gli ultimi 12 sono tutti di nuovo in salita, per quanto lieve, e il fondoschiena inizia a dolermi, inizio a sognare una bella poltrona, anzi il letto!

Però attorno a me c’è un panorama bellissimo: come non apprezzare i dolci e verdi pendii della Pustertal? I prati curatissimi, i masi sui crinali delle montagne, il profumo (si, profumo) dei campi concimati, le baite di legno dove si tiene il fieno per l’inverno, i campanili con la cupola a cipolla, le mucche che pascolano ancora all’aperto e mi osservano sospettose mentre sfreccio sulla ciclabile.

WP_20151030_029 WP_20151030_030 WP_20151030_031 WP_20151030_032

Arrivo a Dobbiaco e svolto a destra imboccando la ciclabile per Cortina. Ora mi mancano gli ultimi 12 chilometri. La salita è leggera, ma con la stanchezza che mi sento addosso sono un vero calvario. Qualcuno mi dà una spinta?

Mi fermo un’ultima volta a fotografare le Tre Cime di Lavaredo che fanno capolino in fondo alla Val Rienza. Il sole sta scendendo, ormai solo le cime più alte sono ancora illuminate dal sole e tra queste spiccano le poderose pareti delle Dreizinnen.

WP_20151030_034

Fatta quest’ultima foto ricomincio a pedalare come un robot. Quando vedo l’auto faccio un bel sospiro e tra me e me dico: “finalmente!”

Annunci