Tag

, , , , ,

I Colli Euganei sono un angolo meraviglioso del Veneto. Antichi e nobili vulcani sono oggi ridotti a dolci colline la cui sagoma conica ben visibile da lontano si erge sulla pianura padovana. Molti di voi conosceranno la fama delle Terme di Abano e Montegrotto, altri le opere di Tito Livio, Petrarca, Foscolo e Byron, altri ancora conosceranno le splendide architetture dell’Abazia di Praglia o del Palladio o avranno degustato i deliziosi bianchi Fior d’Arancio e Serprino. Tutto ciò è accomunato da questa terra ricca di storia, bellezza e risorse naturali, per la cui tutela è stato istituito un parco regionale. Tra questi colli ricoperti di querce e castagni, di vigneti e ulivi, è possibile anche fare bellissime escursioni a piedi e in bicicletta e come avrete già capito io amo questa zona soprattutto per questa possibilità che offre agli amanti della natura e della vita all’aria aperta. Oggi allora vi racconto di un bellissimo giro nei dintorni di Teolo che ho percorso sabato 7 marzo con la mia fedele mtb. Qui sotto potete vedere il tracciato completo su Google Earth: 27 chilometri di sviluppo e 900 metri di dislivello totali, con l’ascesa su due delle cime principali della zona: il Monte Grande e il Monte della Madonna. Itinerario Il punto di partenza è il paese di Bresseo, dove lascio l’auto nell’ampio parcheggio di fronte alla seicentesca Villa Cavalli Lugli. WP_20150307_013 Da qui si inizia a pedalare lungo la strada asfaltata pianeggiante per qualche chilometro, in modo da scaldare i muscoli e iniziare a far circolare il sangue prima che inizino le salite. Continuando a pedalare verso Rovolon, presto la strada inizia a salire e, superato qualche tornante e svoltato in direzione Teolo, poco prima dell’azienda Alle Querce si incontra sulla destra una sterrata con indicazione “Transeuganea” che porta fino in cima al Monte Grande. La salita è piacevole, non troppo ripida, il fondo è discreto, in alcuni punti un po’ mosso ma sempre ben pedalabile. L’aria mattutina è frizzante, ma la salita mi ha scaldato e inizio a togliere qualche strato di abbigliamento. L’umidità si addensa negli strati più bassi e una nebbiolina eterea riempie il catino racchiuso tra i colli, i cui fianchi sono ben curati e coltivati con vigne da cui si ottengono eccellenti vini DOC. WP_20150307_001 WP_20150307_002 In cima al Monte Grande (470 metri) sorge il “pallone” del centro meteorologico di Teolo, ben noto tra gli escursionisti veneti per i bollettini meteo sempre molto puntuali e precisi. WP_20150307_003 Ora si scende dal versante opposto e velocemente si raggiunge il passo delle Fiorine, un luogo molto suggestivo dei Colli Euganei, prima di ricominciare a salire, questa volta sul più alto Colle della Madonna (530 metri). Numerosi appassionati delle due ruote vengono a sudare da queste parti, con quella passione per la fatica che molti non comprendono, ma che è in grado di unire tra loro chi la possiede tanto che nell’incrociarsi non manca mai un cenno di saluto. Grande cosa la fatica fisica: non conta quanta forza tu abbia, quale velocità tu sia in grado di sostenere e quali pendenze superare, ciò che conta è faticare, far lavorare i muscoli, il cuore e i polmoni, percependo così tutto il tuo essere e raggiungendo una stretta connessione con ciò che ti circonda; questo è ciò che mi piace dell’andare in salita, come ho già spiegato in questo articolo. Quando arrivo in cima al Monte della Madonna faccio una pausa, mangio qualcosa e scatto qualche foto al Santuario che sorge qui, immerso in una pace assoluta. Si tratta di un convento benedettino le cui prime notizie risalgono al 1200, nelle cui vicinanze vi è anche una grotta che pare sia stata abitata da alcuni eremiti, tra cui Santa Felicita. SAMSUNG CSC  SAMSUNG CSC SAMSUNG CSC SAMSUNG CSC Dalla cima del Monte della Madonna si gode di un bel panorama sui Colli e sulla pianura circostante. WP_20150307_004 Ora si scende e si ritorna al Passo delle Fiorine. Alcune deviazioni dalla strada principale consentono di imboccare sentieri sui quali mettere alla prova le “ruote grasse” e le sospensioni del nostro mezzo. Incontro anche diversi alberi caduti che mi costringono a scendere dalla sella e procedere a piedi con la bici in spalla, ma superati questi ostacoli il percorso alternativo si rivela più piacevole e vario della strada asfaltata. Poco più in basso del Passo delle Fiorine si incontra un grandissimo parcheggio sterrato, al termine del quale un sentierino privo di indicazioni si getta verso sud in discesa in mezzo alla macchia. E’ un single track, un sentiero stretto e veloce ben noto tra i bikers euganei con il nome di “Vietnam”. Si giunge così a Teolo e si prosegue sulla strada principale che va verso Castelnuovo. Dopo circa un chilometro, sulla destra, si imbocca Via Calti Pendice, che su fondo sterrato e con continui saliscendi (alcune rampe abbastanza ripide) aggira Rocca Pendice, la palestra di roccia dei padovani. WP_20150307_008 Questa zona è veramente molto bella: pace assoluta, silenzio, contadini al lavoro nei campi, vigne e ulivi dappertutto, fiorellini colorati sui prati annunciano la primavera alle porte. Una meraviglia! WP_20150307_009 Si ritorna sull’asfalto, incontrando la strada che collega Castelnuovo con Torreglia e la si segue a sinistra, dapprima in salita e poi in discesa fino ad uno stretto tornante verso destra, in corrispondenza del quale si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per la trattoria al Pirio da Giona. Si segue la stradina in mezzo al verde, in leggera salita, fino alla trattoria, che si lascia alla propria destra per proseguire a sinistra verso una fattoria, dove termina l’asfalto e la strada diviene sterrata. Si giunge ad una casa (Case Milanta) con un’immagine sacra incastonata nel muro. Qui bisogna prestare attenzione a non sbagliare: subito dopo la casa svoltare a destra e dopo pochi metri subito a sinistra dove si incontra un bivio in cui bisogna tenere la sinistra. Ora la strada bianca prosegue verso la cresta del Monte Arrigon dove ci attende la nostra ultima salita. Il panorama è bellissimo, il terreno biancastro argilloso ha dato il nome a questa zona che si chiama “Terre Bianche” e sulla sinistra possiamo ammirare la doppia gobba del Monte Grande e del Monte della Madonna che abbiamo salito poco prima. WP_20150307_011 Dalla cima del Monte Arrigon diverse stradine consentono di scendere verso Luvigliano, Villa o Treponti, vanno tutte bene, ma quella che va a Treponti (nord) è la più breve per riportarci a Bresseo, da dove siamo partiti. Bella escursione, in mezzo a una natura ancora dormiente, ma i cui primi segni dell’imminente risveglio si stanno già manifestando. Probabilmente l’inizio di aprile è il momento migliore per frequentare questi luoghi e chi non ha voglia o energia per spingere sui pedali potrà venire a fare bellissime passeggiate o anche semplicemente ad accomodarsi in uno dei tantissimi agriturismi della zona. Insomma, ce n’è per tutti i gusti!

Annunci