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12 persone assassinate a sangue freddo per aver pubblicato vignette satiriche giudicate sacrileghe da tre maledetti pazzi fanatici invasati.

Vorrei sentire un unico grido concorde di condanna levarsi dalle migliaia di musulmani che vivono nelle nostre città, che lavorano nelle nostre aziende, che vanno a scuola con i nostri figli.

Vorrei che nessuna scusa venisse mai più accampata per giustificare un atto di violenza tanto crudo ed estremo.

Vorrei che da oggi fosse chiaro che la guerra non è tra cristiani e musulmani, né tra bianchi e neri, ricchi e poveri o comunisti e fascisti. La vera lotta è tra giusti e ingiusti, tra onesti e disonesti, tra mansueti e violenti, che sono ben distribuiti tra gli appartenenti a tutte le fedi, a tutti i partiti, a tutte le etnie e classi sociali.

Questa è la vera differenza. Non il colore della pelle o la fede professata, ma i valori che ci animano: onestà, lealtà, rispetto, solidarietà, coerenza, integrità.

È vero che viviamo in un mondo sempre più malato, dove i mariti uccidono le mogli, le madri uccidono i figli, questi ultimi uccidono i genitori, tifosi allo stadio si uccidono per una partita, automobilisti impazziti si ammazzano per una lite in strada. Tutto questo è inaccettabile ed è giunta l’ora di dire basta.

Ma il terrorismo, sia religioso che politico, è ancora più inaccettabile, perché semina violenza e morte in nome di un’idea, pensando che quella violenza e quella morte possano essere giustificate dalla nobiltà dei fini che le animano.

Nessun principio, nessun ideale, nessuna religione potranno mai giustificare la morte di un innocente.

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