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Decimo giorno in Alaska. Stiamo per affrontare la tappa conclusiva del nostro viaggio, quella che ci porterà nella Kenai Peninsula, una delle regioni più affascinanti di tutto lo stato, con i suoi parchi nazionali, i suoi ghiacciai, le sue coste profondamente intagliate dai fiordi del Kenai Fjords National Park.

Per raggiungere Seward, località molto apprezzata dagli abitanti dell’Alaska per le opportunità di svago che offre, abbiamo due possibilità: via terra tornando su nostri passi fino al Glenallen, percorrendo la Glenn Hwy fino ad Anchorage e quindi verso sud lungo la Seward Hwy, oppure via mare, imbarcandoci su un comodo traghetto dell’Alaska Marine Highway System che fa rotta da Valdez a Whittier in circa 6 ore. Scegliamo questo secondo itinerario, soprattutto per concederci una seconda crociera sul Prince William Sound. Non ce ne pentiremo!

L’imbarco è previsto alle 6:00, la partenza alle 7:00 e qui gli orari si rispettano! Il personale è efficiente e disponibile, ogni cosa è organizzata. Mi vengono in mente certi porti italiani (ne ho conosciuti diversi) e mi viene un po’ di rabbia: perché anche noi non siamo in grado di far funzionare le cose come si deve?

A bordo ci sono delle belle sale con delle poltrone molto comode dove trascorrere il tempo guardando fuori da ampie vetrate, si può passeggiare sui diversi ponti e anche a prua, dove lo sguardo può spaziare liberamente a 360 gradi.
Il raffreddore che ieri avevo presagito, oggi è arrivato puntuale e con esso anche un bel mail di gola. Non è un buon segno!

Per ingannare il tempo, tra uno spuntino e la lettura di un libro, non c’è niente di meglio che uscire sul ponte a fare qualche foto e qualche ripresa. La luce del primo mattino è fantastica, il cielo blu, completamente sgombro di nubi, fa risaltare ancor più le vette innevate delle montagne tutto intorno. Le solite, simpatiche otarie galleggiano pigramente sull’acqua a pancia in su. Alcune tengono sul ventre i propri cuccioli e sono tenerissime da vedere.

Usciti sul Sound iniziano una serie di avvistamenti emozionanti: le balene! Una pinna emerge dall’acqua e poi scompare, il dorso di una megattera, uno spruzzo inconfondibile segnala la presenza di un altro cetaceo. Siamo emozionantissimi. Avevamo visto solo una volta, tanti anni fa e da molto distante, lo spruzzo di una balena nel Mar le Antille, ma oggi è un continuo susseguirsi di avvistamenti. Che animali meravigliosi!

Purtroppo non è facile fotografarli, quando li hai visti è troppo tardi per scattare la foto. Riesco con la videocamera, riprendendo per lunghi minuti la superficie piatta del mare, a cogliere ogni tanto uno spruzzo o una pinna che emerge, ma va bene così: non dobbiamo certo fare un servizio per il National Geographic. Siamo assolutamente felici.

Quando sbarchiamo a Whittier ci mettiamo in strada verso Seward e percorriamo la panoramicissima Seward Highway. All’inizio del percorso ci fermiamo per osservare una mamma alce e i suoi due piccoli che stanno attraversando un laghetto: lei avanza e loro la seguono, ogni tanto i cuccioli si distraggono e prendono una direzione diversa, allora lei con molta pazienza torna indietro, li richiama e loro la seguono nuovamente. Che tenerezza infinita, credo che una mamma con i suoi piccoli sia la scena più bella che si possa immaginare al mondo.

Quando arriviamo a Seward andiamo a fare una passeggiata lungo il sentiero panoramico che costeggia la Resurrection Bay. Qui centinaia di camper dalle dimensioni ciclopiche e super attrezzati si preparano a vivere un weekend plen air all’americana: sdraio di fronte all’oceano, barbecue, chiacchiere con i vicini di piazzola. La baia è molto bella, come a Valdez le montagne innevate incombono sulla costa e barche di tutti i generi solcano le acque azzurrissime del fiordo.

Andiamo al Visitor Center del Kenai Fjords National Park a prendere opuscoli, cartine e a farci consigliare dai ranger per l’escursione di domani: l’Harding Icefield Trail. Si tratta di un sentiero che sale per mille metri costeggiando l’Exit Glacier, uno dei ghiacciai più famosi d’Alaska, e che conduce all’Harding Icefiled, un’immensa distesa di ghiaccio dalla superficie di ben 250 chilometri quadrati che alimenta tutti i ghiacciai della zona, che da qui traggono origine per scendere dolcemente verso il mare.

Dopo questa tappa, mentre Silvia e Dario vanno a visitare l’Alaska SeaLife Center, non solo un acquario ma un vero istituto di ricerca sull’oceano e sulle forme di vita che lo popolano, io me ne vado al nostro alloggio, il Moby Dick Hostel, un simpatico ostello ricavato da un paio di edifici in legno dipinti con colori vivaci. Non mi sento per niente bene e temo di aver la febbre. Speriamo bene…

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