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Il tempo oggi è splendido. Sapevamo della grande variabilità del meteo in Alaska, ma ora la stiamo sperimentando in prima persona e ora dopo ora! Dopo aver fatto colazione montiamo in auto e ripartiamo verso nord, destinazione Denali National Park, uno dei più grandi parchi nazionali alaskani e di tutti gli Stati Uniti. Denali è uno dei tanti nomi con cui i popoli nativi chiamavano la grande montagna, successivamente battezzata McKinley dagli americani, principale attrazione del parco.

Percorriamo la George Parks Highway verso nord, attraversando le foreste che ieri avevamo visto dall’alto durante il volo panoramico. Anche se lo spettacolo non è lo stesso, ci fermiamo tutte le volte che è possibile ammirare un qualche scorcio particolare… E ce ne sono!

Quando arriviamo all’ingresso del parco ci rechiamo al Visitor Center per raccogliere informazioni e programmare le prossime attività. Ci fermeremo qui tre giorni, durante i quali vorremmo esplorare, per quanto possibile, questa sterminata riserva naturale. Oggi faremo una breve passeggiata, tanto per iniziare ad assaggiare la natura del Denali, domani percorreremo la Park Road, l’unica strada che si inoltra all’interno del parco, e infine lunedì affronteremo una discovery hike, ossia un’escursione guidata da un ranger fuori dai sentieri segnalati, sulle tracce dell’abbontante fauna, alla scoperta della flora, della geologia e della storia del parco.

Come dicevo, oggi abbiamo fatto una breve passeggiata, tre chilometri di sviluppo e un centinaio di metri di dislivello, giusto per guardarci un po’ intorno e capire come organizzano qui le cose. Il sentiero che abbiamo scelto aveva un nome invitante, Horseshoe Lake, e difatti si rivela molto grazioso e, come si usa qui in America, molto bene organizzato: sentiero perfettamente battuto, sulle salite e sulle discese un sistema di gradini realizzati con dei tronchi, segnaletica perfetta. Simpatici scoiattoli ci attraversano più volte la strada. Il laghetto è veramente carino, sarà anche il fatto che c’è il sole ed il cielo è blu, ma sembra di essere in una cartolina. Poco oltre il laghetto ci imbattiamo in una diga creata dai castori. Non ne avevo mai vista una, non è una dighetta come quelle che costruivano da bambini sui torrenti, è una vera opera di ingegneria realizzata con tronchi, rami e fronde di tutte le misure. Peccato solo che di castori non vi sia traccia, mi sarebbe piaciuto vederne uno.

Rientrati dalla passeggiata torniamo al Visitor center per prenotare la discovery hike di lunedì e per chiedere ulteriori informazioni sui mezzi di trasporto all’interno del parco.

Alla fine ce ne andiamo nel nostro alloggio, una cabin di legno dei primi del novecento restaurata e messa a disposizione dei turisti. Abbiamo scelto questa sistemazione perché era la più economica tra quelle disponibili, ma alla fine è una delle soluzioni più carine che abbiamo visto in giro: abbiamo un piccolo portico privato con vista sulla vallata, anello per il fuoco, riscaldamento elettrico all’interno (fondamentale!). Manca purtroppo il bagno, ma, si sa, le comodità si pagano e qui bisogna cercare di risparmiare un po’.

P.S. Ho problemi di connettività, quindi anche oggi niente foto, ma non preoccupatevi… Arriveranno!

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