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Come sapevamo bene non sarebbe stato semplice dormire: appena il corpo si è riposato a sufficienza scatta l’orologio biologico che ti dice che per lui è mezzogiorno e ti devi alzare. Ma sono appena le due di notte accidenti! In un modo o nell’altro tiriamo avanti fino alle sette, quando Irene ci fa trovare una colazione che potrebbe sfamare un esercito. Il nostro appetito è formidabile e così rendiamo onore alla cuoca.

Alle otto siamo in macchina e guidiamo verso nord, destinazione Talkeetna. Il tempo non è bello, piove e c’è un’arietta frizzante che ci costringe ad accendere il riscaldamento dell’auto. Dai trenta gradi di Venezia ai dieci di Anchorage, un bel salto!

La George Parks Highway è una delle strade panoramiche alaskane, collega Anchorage e Fairbanks attraversando per centinaia di miglia foreste, laghi, montagne, vallate. Il traffico è leggero e ordinato, usciti da Anchorage tende sempre più a diminuire e presto ci troviamo ad essere una delle poche auto in circolazione.

Talkeetna è una cittadina (ma cittadina è una parola grossa) piccola e ordinata: tutto sorge lungo una strada, la Main Street, che ricorda gli antichi villaggi della corsa all’oro. Un tempo qui si erano stabiliti degli hippies e qualcuno se ne vede ancora. L’ostello dove alloggiamo, per esempio, reca chiare tracce di quel periodo e i ragazzi ospiti della struttura (ma, anche in questo caso, chiamarla struttura è esagerato: è un prefabbricato in mezzo al bosco!) sembrano ancora vivere come ai tempi di Woodstock.

Quando nel pomeriggio smette di piovere ed appare il sole andiamo ad informarci per effettuare un volo panoramico sul Mt. McKinley, la vetta più alta del Nord America. Dei piccoli aerei decollano infatti da una pista in mezzo alla foresta e volano verso la grane montagna, compiendo tragitti diversi a seconda del prezzo pagato. Noi scegliamo la proposta più economica, il volo di un’ora che arriva fino al McKinley, sorvolando alcuni ghiacciai. In realtà siamo fortunati: forse per scarsità di adesioni veniamo inseriti in un volo più lungo, che dura un’ora e mezzo e fa un bel giro attorno alla cima della montagna. Il pilota è abilissimo: volteggia tra le guglie e si avvicina alle pareti rocciose con una maestria incredibile. I panorami vertiginosi tra la roccia, il ghiaccio e le nuvole, sono veramente mozzafiato. Mentre pubblico questo post ho una connettività molto limitata, ma nei prossimi giorni, appena avrò la possibilità, aggiungerò delle foto scattate da questo piccolo aereo.

Ma non è solo la cima innevata e torreggiante a costituire l’attrazione di questo viaggio. Anche sorvolare le immense foreste che circondano Talkeetna è un vero spettacolo: boschi di abeti e betulle a perdita d’occhio intervallati solo da fiumi e laghi azzurrissimi. Gli unici segnali di civiltà sono la George Parks Highway, la ferrovia che solca le foreste ed il piccolissimo centro di Talkeetna che, visto dall’alto, appare ancor più una piccolissima macchia di colore su un’immensa tela verde e azzurra.

Tornati alla base, andiamo a mangiare qualcosa e a commentare le meraviglie a cui abbiamo assistito, infine ce ne torniamo tra gli hippies immersi nei loro discorsi e nei loro fumi.

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