Tag

, , , , , , , , ,

WP_20140329_018Dopo un inverno anormalmente mite e umido, finalmente anche il calendario ci dice che la primavera è arrivata. In pianura le temperature invitano a cambiare e alleggerire il proprio abbigliamento, dirigendosi verso le spiagge per le proprie gite domenicali. Anche in montagna, alle quote basse e nei fondovalle, la neve è sparita e i tenui colori della primavera iniziano a dipingere le vallate.

Ma in alta quota la situazione è ben diversa: metri e metri di soffice e candida neve continuano a ricoprire gli alpeggi, le baite e le malghe. La natura dormiente è ben lungi dal risveglio e il silenzio regna incontrastato.

Il tuo sguardo ben protetto dagli occhiali da sole spazia in tutte le direzioni, ma solo due colori dominano la tua vista: il bianco scintillante della neve e il blu intenso del cielo. Bianco e blu non sono i colori di una bandiera, non è il titolo di un romanzo, di una canzone o di un film; sono i colori della natura, gli unici che i tuoi occhi possono vedere e che dipingono il mondo attorno a te.

La sensazione è di camminare immersi in un ambiente surreale, luminoso, abbagliante. Ti sembra di vivere in un sogno: le normali cose che popolano la realtà di tutti i giorni sono scomparse e attorno a te regna solo il silenzio, la pace, l’armonia. Tutto è perfettamente inquadrato, avvolto e protetto nell’abbraccio della neve e del cielo, la madre e il padre.

Di quando in quando impronte sulla neve interrompono la monotonia di quel paesaggio bicolore e disegnano traiettorie fantasiose. Le impronte della lepre sono inconfondibili: le due zampe posteriori parallele per spingere meglio in corsa, quelle anteriori allineate una dietro l’altra per mantenere l’equilibrio, disegnando una serie di Y sulla neve. Le tracce del camoscio sono invece più profonde, le zampe affusolate poggiano sulla piccola superficie offerta dallo zoccolo e quindi, inevitabilmente, affondano nella neve per molti centimetri. Quelle del capriolo sono molto simili, ma più piccole.

Una cima innevata appare all’orizzonte. La dolomia grigio chiaro luccica come un diamante ai raggi del sole. Le opere dell’uomo fanno capolino, semi sommerse dalla neve: una baita, un crocifisso di legno, tabelle con la segnalazione dei sentieri, anche questi completamente sommersi e irriconoscibili. Ti immagini come dev’essere il paesaggio in estate, anzi lo sai molto bene, avendo frequentato e percorso questi sentieri più e più volte in stagioni diverse e con diversi mezzi: rigoglioso, vivo, multicolore… Ma adesso non è ancora il momento, la natura continua a riposare e nel sonno profondo noi sogniamo con lei.

Cime innevate spuntano all'orizzonte

Cime innevate spuntano all’orizzonte

 

Un crocifisso sommerso dalla neve sull'altopiano del Sennes

Un crocifisso sommerso dalla neve sull’altopiano del Sennes

Baite sommerse dalla neve nei pressi del Rifugio Fodara Vedla

Baite sommerse dalla neve nei pressi del Rifugio Fodara Vedla

Impronte di lepre

Le impronte della lepre, a forma di Y

Le mie ciaspe

Le mie ciaspe

Tabelle segnavia sommerse da metri di neve

Tabelle segnavia sommerse da metri di neve

Una chiesetta nei pressi del Rifugio Fodara Vedla

Una chiesetta nei pressi del Rifugio Fodara Vedla

Sembra di vivere in un sogno

Sembra di vivere in un sogno

Nei pressi di Malga Ra Stua

Nei pressi di Malga Ra Stua

Annunci