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Ciao, come va?
Insomma…

Ciao, come va?
Lasciamo perdere.

Ciao, come va?
C’è una domanda di riserva?

E così via…

Quante volte sento forme di saluto così poco entusiastiche…

Quante volte ci arrabbiamo sul lavoro per un piccolo problema, per un’incomprensione con un collega, per un contrattempo che ci costringe in ufficio fino a tardi o a portarci a casa il lavoro non finito? Quante volte perdiamo la pazienza intrappolati nel traffico o ci irritiamo con gli altri automobilisti? Quante volte proviamo fastidio per un atteggiamento scontroso o maleducato?

E quante volte ci portiamo dietro tutto questo per ore o per giorni?

Un problema dopo l’altro, un giorno dopo l’altro, trascorriamo molto del nostro tempo scontenti, stressati, stanchi, insoddisfatti, aspettando che arrivi finalmente il momento tanto atteso: il sabato, le ferie, la pensione…

E intanto il tempo passa e noi siamo sempre in attesa di qualcosa che deve ancora venire. Invece di assaporare ogni singolo istante cerchiamo di far passare più velocemente la quotidianità, la facciamo correre via come si farebbe pigiando il tasto di un telecomando per far avanzare più rapidamente il nastro della vita.

Viviamo a corrente alternata. Come dei robot ci muoviamo tutto il giorno, compiamo i soliti gesti senza soddisfazione, senza passione, senza curiosità, senza gioia. Sbuffando, ripetendo quanto siamo stanchi, quanto stressati, che abbiamo bisogno di ferie, che abbiamo bisogno di un po’ di tempo per noi. Mettiamo il pilota automatico e facciamo tutto senza pensare, in attesa del prossimo stimolo, di un momento eccitante, di una festa, quando sarà il momento di divertirci… e alle volte nemmeno ci riusciamo.

Siamo come in trance, perennemente addormentati, e ci svegliamo improvvisamente per vivere un istante alla grande. Un giorno da leoni in una vita da zombie.

La nostra vita è una linea piatta, ogni tanto un picco, a volte breve, a volte lungo, ma pur sempre solo un picco e alla fine contano solo quelli! Per cercare di aumentare il numero di picchi facciamo le cose più strane, per cercare di innalzarli e renderli più memorabili qualcuno assume sostanze, qualcun altro si dedica ad attività pericolose.

Non ci rendiamo conto che la vita è fatta di piccole cose, è la parte piatta della linea e noi ce la perdiamo. La linea è piatta solo perché noi la vediamo come tale, ci rendiamo conto di quanto siano importanti le piccole cose di tutti i giorni quando qualche grave evento ce le toglie improvvisamente: la malattia, un rapporto che finisce, la lontananza, la morte.

E allora capiamo l’importanza dei momenti semplici, di quei gesti sempre uguali ma che in fondo sono il succo e la vera essenza della vita: il viaggio in treno verso il lavoro, il caffè con i colleghi, un sorriso, una barzelletta, la cena in famiglia, i compiti dei figli, una telefonata ai genitori, due passi nel parco cittadino, un film, una birra con gli amici… Ma anche la riunione di lavoro, una discussione animata, il traffico, un problema, uno sgarbo ricevuto.

Aprire gli occhi, quelli esterni e quelli interni. Alle volte un semplice fiore può cambiarti la giornata.

Carpe diem, la frase più abusata e più disattesa… Non facciamolo più, riscopriamo l’importanza delle piccole cose!

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