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Come ogni cosa a questo mondo, anche questo viaggio si conclude. Partenza da Anchorage il 7 agosto con volo Condor delle 12:55, cambio a Francoforte, arrivo a Venezia il giorno dopo alle 13:45.

Il viaggio di ritorno per me ha sempre un sapore strano: un po’ dolce per i ricordi che continui a rinfrescare guardando e riguardando le foto mentre l’aereo ti riporta a casa, un po’ amaro per il dispiacere di non poter viaggiare ancora e perché sai che forse non tornerai mai più in quei luoghi, un po’ aspro perché tornano alla mente i problemi di lavoro che magicamente avevi dimenticato nelle ultime settimane e di nuovo un po’ dolce perché in fondo casa è sempre casa e poi c’è sempre un nuovo viaggio a cui pensare.

L’aereo vola sicuro nei cieli artici, il monitor disegna la parabola che da Anchorage porta a Francoforte mentre fuori dai finestrini il sole splende perennemente, anche se è notte la luce non accenna a diminuire. Si inganna il tempo in molti modi, guardando le foto, scrivendo, leggendo, chiacchierando, tentando inutilmente di dormire.

Quali sono stati gli highlights di questo viaggio? Chissà, ci sarà tempo per deciderlo, per ora i ricordi si accavallano irregolarmente e le immagini si materializzano davanti ai miei occhi: la cima del McKinley, la natura sconfinata del Denali Park, la Denali Highway lanciata nella tundra, i fiordi di Valdez, i ghiacci del Columbia, gli orsi, le balene, le orche, le foreste senza fine, gli halibut giganti, i laghi glaciali, i torrenti impetuosi…

Avresti voluto fare di più, più giorni, più escursioni, più animali, più a nord, più persone, più esperienze, ma sai di essere fortunato, sai che un viaggio simile è un privilegio e quindi giosci e ringrazia per quello che hai potuto fare e per i compagni di viaggio che ti hanno seguito, qui e nella vita.

Mentre l’aereo vola a undicimila metri, a ottocento chilometri orari sopra le nubi, sopra la Groenlandia, pensi a tutto questo e il sapore ridiventa dolce, dolcissimo.

Nei prossimi giorni riordinerò le fotografie scattate, i video girati. Pubblicherò altri post sull’Alaska, magari più da guardare che da leggere, tempo permettendo ovviamente. Grazie a quanti ci hanno seguito in questi giorni, io Silvia e Dario ci siamo sentiti meno soli grazie a voi in questa terra sconfinata e lontana.

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