Risotto con zucca e castagne

Tag

, , , , ,

La scorsa settimana sono stato ad una cena di lavoro presso la Casa Vinicola Zonin di Gambellara (VI), dove oltre ad ottimi vini ho degustato anche una notevole cucina. Un piatto che mi ha particolarmente colpito è stato un risotto con zucca e castagne e, visto che oltre ad andar per monti mi piace anche cucinare, ho ben pensato di provare a replicarlo domenica per la mia famiglia, ottenendo un più che discreto risultato. Lo propongo anche a voi, nella speranza che possiate appezzarlo così come l’ho apprezzato io.

Devo dire che ho riflettuto abbastanza prima di pubblicare questo post, perché mi sembrava di tradire un po’ la missione del mio blog, che fin dal titolo appare destinato ad affrontare il tema della montagna e delle riflessioni personali, ma poi ho pensato che, proprio perché spazio personale, il blog era il luogo perfetto per rappresentare una parte importante di me, quella dello spadellatore forzato.

Bene, non aspettatevi una ricetta tradizionale fatta di dosi milligrammetriche e tempi di cottura rigorosi, sono abbastanza istintivo in cucina, preparatevi invece ad istruzioni approssimative e a consigli basati più sul sentimento che sulla scienza. Siete pronti? Si parte.  Continua a leggere

Voglio sapere chi sei

Tag

, , , , ,

Alle volte capita di incontrare una persona che non si vedeva da tanti anni, un vecchio amico d’infanzia, per esempio, un compagno di università, un ex collega o un lontano parente. Dopo i primi convenevoli scatta inesorabile la solita domanda: che cosa fai? Dove lavori? Dietro questa semplice, banale domanda, di solito si nasconde una curiosità morbosa: in realtà l’altro vuole sapere se fai un lavoro importante, se guadagni tanto o poco, se sei stimato e rispettato oppure al contrario se sei un fallito, un poveraccio, un morto di fame. Non c’è via di mezzo, devi rientrare per forza in una di queste due categorie: i VIP o i perdenti.

Continua a leggere

Specchio delle mie brame

Tag

, , , ,

WP_20141123_021

 

E’ stato un attimo, mentre guidavo verso casa, di ritorno da un’escursione in montagna, con la coda dell’occhio ho visto le Tre Cime specchiarsi sulla superficie del lago e ho catturato questo istante.

Quante volte abbiamo la fortuna di cogliere attimi come questo: tramonti mozzafiato, laghi cristallini di montagna, cieli stellati, ma anche mari tempestosi, cieli squarciati da fulmini e lampi, nuvole minacciose che lottano con il sole per il predominio del cielo.

La contemplazione della natura ci dona la pace che spesso non riusciamo ad avere nella vita di tutti i giorni, ricarica le batterie del nostro stanco cervello, ritempra le anime affaticate, ridona speranza e fiducia nel mondo e nella vita.

Come un magico specchio che ci mostra il lato migliore del mondo, come uno specchio fatato che cela le rughe e i difetti corporei e ci guarda dentro, nel profondo dell’anima, dove siamo rimasti fanciulli, dove la purezza e la felicità albergano ancora nonostante gli anni, le vicissitudini, le amarezze, le sconfitte.

Così è la natura: nonostante i terremoti, le tempeste, i cataclismi, gli incendi, le montagne sono ancora lì a guardarci dall’alto e ci fanno capire che dopo una tempesta ritorna sempre il sole, dopo la notte buia c’è sempre un nuovo giorno.

Chissà, forse è questo il motivo per cui mi sento così  bene quando mi fermo ad ammirare una vallata, un tramonto, un torrente impetuoso o anche solo il semplice boschetto del parco cittadino. Sarà la semplicità con cui Madre Natura ci parla e ci fa sentire piccoli piccoli, proprio come una mamma che stringe al petto il pargolo dentro il suo grande abbraccio. Sarà che, assieme a noi, ridimensiona anche i nostri problemi, le nostre preoccupazioni, le nostre ansie e paure. Chissà…

Cent’anni dopo, sul Monte Piana

Tag

, , , , , , ,

Cent’anni dopo regna il silenzio sul Monte Piana.

Bisogna venirlo a cercare il silenzio, sia chiaro. Non lo troverete durante l’estate chiassosa, quando rombano i motori dei fuoristrada che portano su i turisti da Cortina. E nemmeno durante l’inverno imbiancato, quando le motoslitte cariche di gente pigra e ingorda ronzano peggio di zanzare sulla povera schiena martoriata di questa nobile montagna.

Triste destino quello del Monte Piana: deturpato dalle trincee, scosso dai cannoni, tomba a cielo aperto cent’anni fa, durante la Grande Guerra. Tormentato da mezzi a motore e da folle vocianti per dieci mesi all’anno ai giorni nostri.

Ma in questo mese novembre, quando la montagna riposa dopo la breve estate e prima del lungo inverno, il Monte Piana respira e riconquista se stesso: nessun vociare di folle salite quassù senza fatica, solo il respiro leggero di chi ama i monti e li rispetta per ciò che sono e non per ciò che possono fruttare.

Ogni cosa riprende la sua giusta dimensione: il silenzio assoluto, la bianca distesa di neve che brilla sotto il sole pallido, le antiche trincee si intravvedono tra i cumuli di neve e scorrono sulla groppa della montagna come tanti canali asciutti, le impronte di uomini e animali disegnano astruse trame.

Siedo su una pietra e consumo il mio pranzo frugale: un semplice panino che però, in questo contesto, mi sembra il cibo più buono del mondo. Attorno a me le montagne più belle:

la Croda Rossa

WP_20141122_017

I Cadini

WP_20141122_011

Le Tre Cime di Lavaredo

WP_20141122_013

Il Cristallo

WP_20141122_025

Le trincee si aprono nella neve come profonde cicatrici nella carne di un gigante, come immense rughe sulla pelle questo antico essere che domina le Valli.

WP_20141122_033 WP_20141122_020 WP_20141122_019

Le tracce di una lepre seguono incomprensibili percorsi e si perdono sull’altopiano. I miei occhi le seguono e la mente si immerge nel bianco e nel blu.

WP_20141122_031

Più in alto delle nuvole

Tag

, , , , ,

Un mare di nuvole bianche sotto di me, come un soffice giaciglio di piume sotto la coperta turchese del cielo. Una bianca distesa lattiginosa riempie l’immenso catino della valle, circondata dalle alte vette dolomitiche, rocciosi e insuperabili guardiani di millenaria memoria. Come onde impetuose le nuvole si infrangono sulla montagna e la bianca schiuma si disperde tra le rocce, gli abeti, i cespugli, i ghiaioni.

Mentre pedalo lentamente, ritmicamente come piace a me, mi alzo sempre più di quota e osservo questo magico mondo che mi circonda. Il sole splende nel cielo e proietta lunghe ombre ottobrine sul percorso. La strada sterrata si snoda e si inerpica sul fianco della montagna, disegnando curve sinuose e regolari tra i boschi di larici e abeti.

Alla fine arrivo sulla cima, lo sguardo spazia tutto intorno. I paesi riposano ancora sotto la coperta di nubi, mentre le montagne imponenti svettano verso il cielo: Antelao, Civetta, Pelmo, Tofane, Sorapiss, tutte oltre quota tremila, maestose divinità pagane orgogliosamente immobili, arcaici testimoni di milioni di anni di storia.

WP_20141019_002 WP_20141019_004 WP_20141019_005 WP_20141019_007 WP_20141019_008

L’anello delle meraviglie

Tag

, , , , , , , , , ,

L’ultima volta ero venuto da queste parti lo scorso 17 maggio. C’era ancora la neve, come potete vedere qui e qui, ed ero salito a piedi. Stavolta ho scelto la mountain bike, in modo da poter fare un lungo  percorso ad anello, scendendo verso Braies e la Val Pusteria. Partenza sempre da Carbonin, alle prime luci di sabato 18 ottobre.

Partire la mattina presto offre molti vantaggi: salire in solitaria lungo sentieri deserti, incontrare animali selvatici, assistere ai primi raggi di sole che illuminano il cielo e le cime dei monti.

Il bosco di primo mattino è freddo e umido. Alla partenza il termometro dell’auto segna zero gradi e devo fare un po’ di stretching per evitare strappi muscolari, visto che l’avvio è subito in salita.

L’aria fredda entra nei polmoni e mi dà una scossa improvvisa, scalzando gli ultimi residui del torpore che mi portavo ancora appresso dal letto. Salgo sui pedali e inizio a spingere con decisione, in modo da scaldarmi un po’, visto che indosso i pantaloncini estivi e le gambe sembrano due pezzi di ghiaccio.

Il bosco addormentato è una coperta verde scuro, mentre il cielo azzurro presagisce la splendida giornata che verrà.

WP_20141018_004 WP_20141018_003

Continua a leggere

Pedalando in paradiso

Tag

, , , , , , ,

Sabato ho percorso quello che, probabilmente, è il più bell’itinerario che si possa fare in mountain bike sulle Dolomiti. Sicuramente il più bello che io abbia mai fatto, assieme al Sentiero delle Malghe di cui vi ho parlato nel post precedente.

Bisogna dire subito che è un’escursione impegnativa: 40 chilometri tutti sterrati e quasi 2000 metri di dislivello richiedono un certo allenamento. La pendenza media non è eccessiva, ma alcuni tratti superano il 20% ed il fondo smosso non aiuta. Poco male, si può sempre scendere dalla sella e procedere a spinta, come faccio io che non devo dimostrare niente a nessuno e non mi preoccupo di fare la figura dello spompato.

Il percorso attraversa due parchi naturali, quello delle Dolomiti d’Ampezzo e quello di Fanes-Sennes-Braies, tra le due province di Belluno e Bolzano. Si tratta di un’area veramente bellissima, circondata da montagne imponenti, ricca di corsi d’acqua, pascoli, animali, vedute mozzafiato.

È anche una zona molto frequentata, si tratta infatti di un percorso famoso, celebrato in molti libri dedicati agli appassionati delle “ruote grasse” che arrivano qui da ogni dove (molti tedeschi soprattutto). A ciò si aggiungano i numerosi rifugi che operano servizio di alberghetto e nei quali si mangia decisamente bene, capirete quindi perché vengo qui solo in autunno…  Continua a leggere

Il Sentiero delle Malghe in Val Visdende

Tag

, , , , , , , ,

Ormai l’estate è finita (ma era mai cominciata?) e siamo tutti concentrati sul lavoro, sulla scuola, sulla vita di sempre. Ogni tanto la mente torna a questa strana estate, fatta di cieli grigi, umidità, ma anche dalle esperienze fantastiche che ho vissuto e vi ho narrato: l’Alaska, Pantelleria, le escursioni in montagna…

Proprio di una di queste vorrei parlarvi, di una bella pedalata in montagna fatta nel week end di ferragosto, in un ambiente solitario, lontano dalla folla, immersi in una natura meravigliosa e solenne.

Ferragosto lontano dalla folla? Stai dando i numeri forse? Direte voi.

Assolutamente no. In mezzo alle Dolomiti, a meno di un’ora dal caos mondano di Cortina d’Ampezzo, incastonata tra montagne aspre, con una via d’accesso tortuosa, sovente interrotta da frane e slavine, la Val Visdende è un autentico paradiso di boschi, prati e pascoli.

Ovviamente il turismo qui arriva copioso, tant’è che le Regole del Comelico impongono un curioso ticket di 5 euro per quanti desiderano accedere alla Valle (formalmente si tratta del costo per il parcheggio), ma basta mettere in moto gambe e polmoni e pian piano la folla svanisce sotto di noi. La Valle diventa piccina, le vette appaiono più grandi, il cielo si spalanca sopra le nostre teste, il silenzio si espande attorno a noi, interrotto dal canto del vento e dal rumore della ruota che macina il terreno.

Continua a leggere

Daniza: da star da copertina a pericolo pubblico

Tag

, , , , , , , , , ,

Daniza era una splendida orsa di 19 anni, la più anziana presente in Trentino, ed era una vera star, tant’è che il Rapporto Orso 2013 della Provincia Autonoma di Trento (scaricabile da qui) le dedicava nientemeno che l’onore della copertina. Un’orsa da copertina dunque, menzionata ben 32 volte nel citato rapporto della Provincia sulla popolazione degli orsi in Trentino. Solo lei e Gasper avevano un vero nome, tutti gli altri orsi venivano riconosciuti mediante una sigla (KJ1, M7, F8…). D’altra parte Daniza era una fondatrice, uno dei dieci plantigradi rilasciati tra il 1999 ed il 2002 nel territorio trentino, per ripopolarlo e per evitare la completa scomparsa di questi splendidi animali da queste montagne. Continua a leggere

Sculture di lava

Tag

, , , ,

La pietra è da sempre materia principe nella scultura. Un blocco di granito, martello, scalpello, un’idea originale, una mano sapiente e tanto olio di gomito. Ma cosa succede quando è la mano della natura a scolpire la materia?

Il risultato non è mai banale e comunica tutta la drammaticità degli elementi che hanno contribuito a forgiare la materia in quella forma. Ammirate una scultura come questa

Pantelleria, nei pressi del laghetto delle ondine

Pantelleria, nei pressi del laghetto delle ondine

Continua a leggere

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 419 follower